Mixare è come cucinare

Molto spesso mi servo di analogie per uscire dall’impasse di dover descrivere ai miei studenti, in termini facilmente comprensibili, questioni legate al mondo del suono e dell’audio che, per loro natura, sono soggettive o difficilmente descrivibili a parole.

Di recente mi è capitato di paragonare la professione del fonico, sia esso in studio di registrazione che live, con il mondo della cucina.

Gli ingredienti

Scegliere gli ingredienti giusti per mixare
Photo Credit: The Little Squirrel

Per prima cosa dobbiamo partire dagli ingredienti: in ogni cucina ci devono essere degli ingredienti base che non possono mancare ai quali, di volta in volta, ne dovranno essere aggiunti altri che dovranno essere freschi e di qualità. Indipendentemente dalla ricetta, dagli strumenti utilizzati e dalla persona che lo prepara, se cuciniamo un piatto con qualche ingrediente non fresco, il risultato sarà sicuramente da buttare.

Nel caso di un lavoro in studio di registrazione, gli ingredienti di un mix sono, ovviamente, le tracce audio; le nostre registrazioni devono essere della massima qualità sia per quanto riguarda l’aspetto tecnico (non starete mica registrando a 16 bit, vero?), che per quello musicale: evitate clip e distorsioni, non mettete un gain troppo alto perché, quando si lavora in digitale, è facile recuperare tracce con gain basso ma impossibile lavorare con quelle che sono andate in distorsione. Il nostro obiettivo è quello di registrare la miglior performance del musicista e, per farlo, dobbiamo mettere gli strumentisti a loro agio, assicurarci che le chitarre siano accordate, essere pronti a registrare e, per sicurezza, premere sempre REC anche quando “si fa una prova”.

In ambito live gli ingredienti sono i musicisti che sono sul palco: più sono professionali, migliore sarà il risultato finale. Anche in questo caso il vostro compito è quello di fare in modo che loro siano a loro agio e, durante la sera, possano fare la miglior performance possibile.

La ricetta

La ricetta
Photo Credit: ciuccio51

La ricetta è il punto di partenza di ogni esperimento culinario: che si parta completamente da zero o che si esegua un piatto già noto, le ricette sono la nostra guida (anche solo per controllare la quantità di un singolo ingrediente) e il libro delle ricette è il Sacro Graal di ogni chef. Fuor di metafora, le ricette sono i nostri riferimenti musicali e il libro delle ricette è la nostra libreria musicale. Più saremo curiosi e avidi di «nuova» musica, più sarà semplice il nostro lavoro di mixing engineer.

La cucina

Photo Credit: Julicious Photography
Photo Credit: Julicious Photography

Se stiamo pensando al lavoro in studio di registrazione, la cucina è la nostra Digital Audio Workstation ovvero il software che decidiamo di utilizzare per il nostro lavoro. Quando mi viene chiesto qual è il programma migliore per comporre, registrare, mixare, ecc…, la mia risposta è sempre la stessa: quello che conosci e sai usare meglio.

Fino a qualche anno fa esisteva una reale differenza in termini di qualità, prestazioni e potenzialità tra Pro Tools, Logic Pro, Digital Performer, Cubase, … . Oggi queste differenze si sono assottigliate parecchio e, come dicevo prima, il principio fondamentale deve essere quello di riuscire a compiere l’azione che vogliamo fare nel minor tempo possibile. Così come un cuoco è padrone della sua cucina e sa bene cosa si nasconde dentro ogni mobile e dentro ogni cassetto, quando si registra o siamo in fase di mix non dobbiamo perdere più di tre secondi per ogni azione che vogliamo compiere. Quindi scegliete un software, studiatelo bene e usate solo ed esclusivamente quello; installarne due e provare a utilizzarli entrambi sarà solo una gran perdita di tempo.

Nota a margine: quando avete un sistema funzionante e ottimizzato, NON aggiornate MAI. Ho sentito storie di tecnici del suono che utilizzano ancora Pro Tools 5.

Nel caso dei live, invece, la cucina è la strumentazione che stiamo usando e, in particolare, il mixer. Negli ultimi anni i mixer digitali hanno invaso il mercato grazie ai costi sempre più accessibili; ognuna di queste macchine ha possibilità pressoché infinite e, proprio per questo, dobbiamo conoscere la funzione di ogni tasto o knob e sapere che se stiamo muoviamo un fader, stiamo realmente ottenendo l’effetto che cercavamo.

Gli utensili

Photo Credit: felix388
Photo Credit: felix388

Una volta scelta con attenzione la nostra cucina, dobbiamo imparare a utilizzare ogni strumento nel modo giusto. Tentare di sbucciare un’arancia con un cucchiaino da caffé non ci porterà molto lontano così come cercare di eliminare con un riverbero il rientro dell’hi-hat nel microfono del rullante sarà fatica sprecata. Il mio esempio è, ovviamente, assurdo ma (molto) spesso mi capita di vedere ragazzi che utilizzano in modo inappropriato i compressori. Consiglio: non andate alla continua ricerca dell’ultimo plug-in in vendita o all’acquisto di hardware sempre nuovi; imparate a usare bene quelli che sono già a disposizione, gratuitamente, nella vostra DAW (o quelli che avete già acquistato); saranno sufficienti nel 99% dei casi.

Il cuoco

Photo Credit: Ansgar Trimborn
Photo Credit: Ansgar Trimborn

Alla fine tocca anche al cuoco perché pur partendo con gli ingredienti migliori, la cucina più attrezzata e gli strumenti giusti, è il cuoco che fa la magia. La stessa cosa avviene anche quando si mixa: è il «gusto» del fonico a fare la differenza.

Come si diventa dei bravi cuochi? Con la pratica: ore e ore di cucina, ore passate nei mercati per imparare a scegliere gli ingredienti giusti dai venditori migliori, un sacco di piatti buttate nella pattumiera per puntare a raggiungere un risultato migliore.