Programmazione, Creative Coding e Arte Digitale

Una delle caratteristiche principali degli artisti è da sempre quella di dare forma alle proprie visioni attraverso strumenti innovativi nel tentativo di scardinare lo status quo. La manipolazione di immagini, forme, colori e suoni ha contribuito alla creazione di nuovi linguaggi espressivi con cui dare forma alle diverse sfaccettature della realtà.

Con la rivoluzione digitale e la diffusione dei computer, gli artisti hanno oggi a disposizione un numero sempre maggiore di strumenti per i loro progetti e questo ha contribuito a dare un forte impulso creativo all’arte contemporanea.

Uno dei problemi principali che i creativi si sono trovati ad affrontare è che gran parte dei software a loro disposizione sono stati sviluppati da programmatori e ingegneri, spesso senza alcun background o interesse in ambito artistico. Fortunatamente, però, negli ultimi anni il muro che separa chi crea gli strumenti da chi li utilizza si è assottigliato parecchio anche grazie alla nascita della figura dell’artista-programmatore o creative coder: un professionista con competenze sia in ambito artistico che informatico in grado di sviluppare i propri strumenti di lavoro, personalizzandoli e adattandoli alle proprie esigenze.

Il presupposto di base del Creative Coding è proprio questo: eliminare la barriera tra informatica e arte per poter, da un lato, realizzare un numero sempre maggiore di strumenti per aiutare gli artisti a trasmettere le loro idee, e dall’altro creare opere d’arte generate da algoritmi sviluppati da persone ma processati da un computer, quella che viene chiamata arte generativa.

Dato il mio interesse sia in ambito informatico che artistico, ho cominciato ad appassionarmi al creative coding già da qualche anno. Solo negli ultimi mesi, però, ho notato che in Italia non c’è nessuna realtà che sta promuovendo iniziative in questo ambito mentre all’estero si tengono regolarmente festival, rassegne, workshop e, in alcuni casi, si possono trovare percorsi di laurea dedicati nelle università.

Questo post vuole essere un’introduzione a un progetto che ho deciso di portare avanti nei prossimi mesi: diffondere la cultura del creative coding attraverso un corso facilmente accessibile che spieghi le basi della programmazione. Il linguaggio che ho scelto è Processing: uno dei più diffusi in questo ambito e, nel contempo, uno dei più semplici da imparare.

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