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Il momento della svolta

In passato odiavo il mese di Settembre perchè determinava la fine delle vacanze, della libertà e del cazzeggio. Da qualche anno, invece, l’ho rivalutato parecchio e, per me, ha acquisito nuovi significati: per prima cosa è il mese in cui il cervello comincia a rifunzionare dopo essere stato al caldo e al sole per i due/tre mesi precedenti ma, soprattutto, perchè a Settembre arrivano sempre delle svolte importanti nella mia vita.

Anche quest’anno l’attesa non è stata delusa: vivere lontano dalla Flo per tre mesi, l’inizio di un nuovo corso di studio, offerte di lavoro, porte che si aprono e cose che cambiano. Amo il cambiamento e amo le nuove sfide; non sopporto il vivere troppo a lungo nelle stesse condizioni. La cosa più importante è che comincio a sentire il bisogno di staccarmi dal luogo in cui ho vissuto i 21 anni della mia vita fin qui trascorsi. Purtroppo non è una scelta facile e, almeno nel breve termine, non sarà neppure fattibile… ma penso sia giunto il momento di rifletterci seriamente e porre le base (ovvero risparmiare, fare progetti…) in vista di quello che sarà il mio futuro.

Ho tante cose per la testa e ciò che mi frena di più è la mancanza di soldi… riuscissi a trovare un bravo mecenate… ma di questi tempi… con la crisi… vabbè, andrò a giocare al superenalotto!


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Love Countdown <3

Love countdown <3

Chi l’ha detto che i nerd non possono essere romantici? (per gli stupidi, cliccate sull’immagine!)



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L’estate sta finendo…

In barba a tutti quelli che chiudono o mettono in standby i loro blog, chi per un motivo, chi per un altro… io continuo imperterrito ad amare questa forma di comunicazione…

L’estate sta finendo e un anno se neeee vaaaa, siamo finalmente scesi al di sotto dei 30°, ho tirato fuori dai cassetti che puzzano di naftalina i jeans lunghi e ho già sostituito i sandali con delle scarpe. La festa in rosso è passata anche quest’anno, la Lou Fai settembrina non c’è stata ma, in fondo, si può dire che il concerto di ieri sera (FakeP + HoA) sia stato un degno sostituto e presto ricomincerà la scuola. Si perchè, nonostante il mio diploma, ho deciso che il mondo del lavoro non è ancora pronto ad accogliermi (o forse era il contrario…) e quindi, a partire da ottobre, tornerò a studiare… il corso è il proseguimento di quello dei due anni passati con la differenza che saremo solo in 3 allievi e, a quanto pare, ci saranno delle interessanti novità ma, per il momento, non so dirvi di più.

Proseguirà il mio lavoro presso la mia scuola di musica in segreteria a cui, nel frattempo, si sono affiancate altre due occupazioni: insegnante privato di chitarra (per il fratello della Phlo) e web designer. E che non si dica che non faccio mai un cazzo!



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Tre anni e molti chilometri fa.

Da oggi non sono più un neopatentato. Cosa significa? Beh innanzitutto che sono già passati tre anni da quando ho fatto l’esame per la patente (passato al primo colpo benchè, per colpa dell’agitazione, mi tremasse il piede sulla frizione!); in secondo luogo, e questo è decisamente più importante, che non mi toglieranno più il doppio dei punti in caso di infrazione!

Mi chiedevo quanti chilometri avrò fatto in questi tre anni… viaggi molto lunghi non ne ho fatti… diciamo che sono andato a Bologna, Milano, Prato… ma non sono mai sceso più a sud di quest’ultima città. Non mi sembra di essere andato più a Est di Aviano e più a Nord di Arco di Trento…

Insomma… i miei chilometri me li sono fatti prima con la mitica Seat Ibiza bianca denominata Metal Mobile, poi con la Opel Meriva di mia mamma e, infine, con la mia Renault 19 viola (con una portiera grigia causa vicina simpatica che prima di parcheggiare non guarda se qualcuno, già parcheggiato, sta aprendo la portiera).

Mi piacerebbe molto fare un lungo viaggio in macchina come quando ero piccolo ma stavolta al posto di guida… fino in Puglia o in Sicilia… oppure fino su ad Amsterdam.

Per quanto la macchina sia inquinante, guidare per me è ancora un piacere; soprattutto quando vado in posti nuovi controllando prima la strada su Google Maps e sfidando il mio senso dell’orientamento perchè, in fondo, il navigatore satellitare è una cosa da cagoni e non ti dà la possibilità di perderti e scoprire posti nuovi per caso.



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Ma lasciatelo in pace!

Una persona ha (finalmente) imbroccato la combinazione vincente al superenalotto e si è portato a casa 147′000′000 di euro. I TG sono entrati in crisi… hanno dovuto cestinare i loro servizi che ci avrebbero ricordato a quanto sarebbe ammontato il montepremi milionario all’estrazione successiva, il servizio sugli stranieri che venivano in Italia solo per tentare la fortuna, quello con le interviste “cosa ci farebbe con tutti quei soldi?” e quello sugli italiani in vacanza distrutti dalla possibilità di non giocare i loro sei numeri fortunati perchè l’unica ricevitoria del paesino è chiusa per ferie.

Hanno dovuto trovare subito un rimedio e così si è aperta la caccia al “fortunato vincitore” e le troupe televisive sono state inviate nel paesino baciato dalla dea bendata. I 5 lunghissimi e interminabili minuti di vuoto (che sarebbero potuti essere riempiti con centinaia di altre notizie) sono salvi. Anche stasera l’informazione è stata fatta.

E comunque, chiunque sia, lasciatelo in pace. I soldi sono suoi, li ha vinti lui e ci farà quel cazzo che gli pare. Dubito fortemente che voglia farsi vedere festante in tv mentre grida “ho vinto 147 milioni!!!!”…



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Hey Alan!

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Voglio una casa mia…

In questi giorni ho avuto modo di andare da Mondo Convenienza e di visitare più volte il sito dell’IKEA.  L’unica cosa che mi viene in mente è che voglio una casa mia, da arredare come piace a me riempiendola di cagate nerd, di poster di musicisti e film e di mille altre cose.

Voglio uno spazio mio e soltanto mio… mi basta una casa piccolina ma con una stanzetta da adibire a “studio” in cui mettere un’enorme libreria e tutto il mio armamentario musicale senza la necessitàdi smontarlo e spostarlo ogni tre per due.

Voglio avere la libertà di invitare i miei amici a cena e stare lì a ciacolare fino a notte inoltrata. Probabilmente questo sogno si avvererà tra qualche anno… però, ogni tanto, è giusto farsi delle illusioni,  no?



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L’agenda del 1981.

In questi giorni mia mamma mi ha letto alcune cose che lei aveva scritto sulla sua agenda del 1981. Quello è stato l’anno che le ha cambiato la vita perchè, finita la maturità, è rimasta incinta di mia sorella. Il mondo le è crollato addosso nel giro di un mese, i suoi progetti futuri andati in fumo e la cosa peggiore è stato lo scontro con i suoi genitori, i miei nonni, che anzichè supportarla, starle vicino, farle coraggio, l’hanno massacrata psicologicamente. C’era la possibilità di abortire, ma lei ha preferito non farlo e di andare avanti con questa scelta che non ha mai rimpianto (e, per questo, la ammiro molto). E’ tutto scritto lì, nelle lettere che lei ha conservato nella sua agenda. Cose che, lette oggi, a distanza di 28 anni, fanno parecchia impressione…

Per fortuna il mondo e la società sono cambiati in questi 28 anni. Alcuni meccanismi psicologicamente malati nel rapporto tra i miei nonni e i loro tre figli, purtroppo, no.

Chissà cosa penserò, tra 28 anni, quando rileggerò queste parole.



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Essere dei bravi educatori (il vicino è il mio nemico).

Fare dei figli vuol dire prendersi un impegno, un grosso impegno. Ok, siamo nel 2009 e sappiamo che le cose sono parecchio cambiate… le donne non stanno più a casa ad accudire i figli e a cucinare ma sempre più spesso hanno un lavoro e una carriera. Ed è giusto che sia così. Nel momento in cui, però, si decide di allargare la coppia uomo-donna con dei pargoli è necessario che ambedue i genitori mettano in preventivo di dedicare parecchio tempo all’educazione dei figli. Non esiste una scuola per diventare bravi genitori, non esistono metodi o manuali che ti spiegano come allevare i figli e anche se esistessero non avrebbero alcun senso perchè poi ogni famiglia è diversa da un’altra e ogni figlio è diverso dall’altro.

Premesso questo, non è possibile continuare a sfornare bambini se non sei in grado di educarli e questo è il caso emblematico dei miei vicini (che hanno liberamente ispirato questa riflessione/post). Hanno quattro figli che non fanno altro che gridare dalla mattina alla sera. I genitori, ovviamente, lavorano per cui i bambini passano parecchio tempo con i loro nonni che, però, nonostante l’esperienza acquisita negli anni, non riescono a risolvere nulla… non escono mai di casa, non vengono mai portati a giocare nel vicino parco nè al parco giochi della parrocchia. Non hanno amici. E, permettetemelo, è una cosa molto triste. La cosa ancora più triste è che nessuno in quella famiglia sembra accorgersi di quello che sta succedendo.

Insomma io non sopporto più i miei cazzo di vicini e i loro figli e, vi assicuro, stare a casa mia un’intera giornata è il miglior anticoncezionale in circolazione (alla faccia di preservativi, pillole varie e ru486).



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Estate, estate, estate…

Estate, caldo, voglia di vivere e scrivere sotto le scarpe. Comunque sono qui e sono vivo… anche se sudo parecchio e la cosa non è bella da scrivere. Sono andato in montagna e ora ho l’abbronzatura da muratore (e il naso che mi si sta spellando tutto). Ho fatto una bella foto panoramica a 360° (che sono il genere di foto che mi piace fare) anche se ho tagliato a metà mio zio…

Sono andato in piscina qualche volta, sto finendo di leggere un libro che non mi è piaciuto granchè: Pastorale Americana di Philip Roth (infatti è da una settimana che devo finirlo e mi mancano qualcosa come 10 pagine).

Ogni tanto ricevo offerte di lavoro e la cosa mi fa molto piacere (anche in vista del futuro…). Ho ricevuto il mio diploma dall’Inghilterra e ora sto aspettando che mi arrivi un pacco sempre da lì.

Ovviamente, visto che non ho nulla da fare mi è venuta voglia di rifare la grafica al blog!