Penso non esista un film tratto da un libro che abbia soddisfatto completamente i lettori. Con Il signore degli anelli l’impresa era quasi riuscita ma il prezzo da pagare sono state le oltre nove ore di film (e, comunque, le critiche per dei tagli della storia qua e là non si sono fatti attendere).
Il Cacciatore di aquiloni come ho già detto è un gran bel libro… la difficoltà maggiore che il regista ha dovuto superare è stata senza dubbio riuscire a far emergere i pensieri del protagonista che sono un elemento fondamentale se non addirittura l’elemento fondante della storia.
Purtroppo dal film le riflessioni di Amir non riescono ad emergere… anche perchè non è stata usata una voce narrante (come, in genere, accade in questi casi). Il film è carino, la storia non è stata cambiata troppo anche se sono stati fatti dei tagli esagerati nella seconda parte e, nel duello con Assef, non emerge “l’eroicità” e il riscatto del protagonista.
Il ritorno in America di Amir con Sohrab sembra immediato e il disagio di Soraya per l’apatia del bambino non viene nemmeno accennata all’interno della pellicola. Per chi non ha letto il libro e non conosce le guerre degli aquiloni tipiche dell’Afghanistan anche questi passaggi della storia possono risultati non chiari.
Il mio consiglio è di andare a vederlo solo ed esclusivamente se avete letto il libro e se ci tenete a vederlo su grande schermo… altrimenti aspettate pure che esca il dvd a noleggio!
Il giorno dopo aver concluso la lettura del Cacciatore di aquiloni, ho iniziato Mille splendidi soli, il secondo romanzo di Khaled Hosseini che ho terminato qualche minuto fa.
Anche questa storia è coinvolgente e scritta bene con colpi di scena che ti spiazzano fino all’ultima pagina.
Come forse saprete, viene raccontata l’evoluzione della condizione delle donne in Afghanistan in relazione alle vicende storiche che hanno sconvolto il paese negli ultimi trent’anni. Le protagoniste del romanzo sono, per l’appunto, due donne le cui storie, all’inizio così lontane e diverse, si intrecciano.
In questo romanzo c’è l’amore, la guerra, i lutti, la politica e un ritratto dell’Afghanistan (e, in parte, anche del Pakistan) che fa nascere la voglia di viaggiare in quelle terre così lontane nel nostro immaginario, che hanno acquistato notorietà negli ultimi sette anni per colpa di una guerra che, notizie delle ultime ore, è ben lungi dal dirsi conclusa.
Questo romanzo mi è piaciuto molto, così come mi era piaciuto il precedente e lo consiglio a tutti. Ora non mi resta che andare al cinema a vedere la pellicola del Cacciatore di aquiloni sperando che non abbiano distrutto un romanzo così bello.
Il Cacciatore di aquiloni è un bel libro. E’ scritto bene, la storia è intensa e coinvolgente. E’ uno dei pochi romanzi che ho chiuso e appoggiato sul comodino a fatica prima di addormentari… volevo correre verso la fine per scoprire l’evoluzione della vicenda. Tutto quello che accade non è prevedibile e spesso lascia di stucco.
L’immagine dell’Afghanistan pre-talebani e pre-russi che affiora dalle pagine è nitida e affascinante e, per la prima volta, leggiamo un’opinione sull’11 settembre (e su quello che è avvenuto in seguito) diversa da quelle che, fin’ora, ci sono state presentate.
A questo punto sono curioso di vedere la pellicola della Dreamworks che, immagino, uscirà nelle nostre sale tra un annetto circa… Nel frattempo sono indeciso se avventurarmi alla lettura del secondo romanzo di Hosseini, Mille splendidi soli, oppure dedicarmi ad altri autori e ad altre storie.
Il Cacciatore di aquiloni è un libro che dovete leggere.
Che io non sia un fan sfegatato dei Subsonica è cosa nota ma, dal momento che ho regalato i biglietti per il concerto alla phlo per S. Valentino, l’ho accompagnata volentieri a vedere lo show del quintetto torinese.
Recensire un concerto di un gruppo che non si ama e di cui non si conoscono le canzoni non è certo un’impresa semplice. Per prima cosa mi ha colpito l’età del pubblico assolutamente varia, dagli adolescenti ai quarant’enni (e forse più)… poi il palco e, in particolare, l’impianto luci davvero spettacolare che accompagnava in maniera perfetta il gruppo facendo da sfondo alle canzoni.
I Subsonica suonano bene e riescono ad emozionare il pubblico… non so dire esattamente quali canzoni abbiano suonato ma ho riconosciuto i singoli più famosi che giravano in radio e su mtv (Disco Labirinto, Nuvole Rapide, Nuova Ossessione, La glaciazione…). Lo spettacolo dura all’incirca due ore e mezza con due piccole pause…
Alla fine mi sono divertito anche io… e, magari, in futuro potrei anche cominciare ad ascoltare i loro dischi. 23 euro ben spesi
Un saluto a Giuli ed Emanuel anche loro presenti all’evento!
Vedere il trailer di questo film in televisione mi ha invogliato ad andare al cinema, cosa che non accade troppo spesso ultimamente… non sono un cinefilo anche se amo vedere film, soprattutto su grande schermo, quindi perdonate la mia superficiale recensione.
Non sapevo cosa aspettarmi esattamente da questa pellicola che viene presentata come “l’ultimo capolavoro di Sean Penn”, anche perchè ho letto alcune recensioni in internet spesso discordanti.
A grandi linee avevo capito la storia ma mi era sfuggito che fosse tratta da una vicenda realmente accaduta. Il film in sè mi è piaciuto… mi sono piaciute le immagini (che invogliano ad andare a visitare gli USA, in particolare l’Alaska), i personaggi (alcuni veramente assurdi e divertenti) e la colonna sonora (scritta da Eddie Vedder, cantante dei Pearl Jam)…
Forse è un pò troppo lungo in alcuni punti ma, in fondo, si sopporta bene… il finale mi ha lasciato veramente di merda ma non voglio anticipare niente a coloro che ancora non l’hanno visto e sono intenzionati a farlo.
I quattro euro di cinema sono stati spesi bene!
Ecco il primo disco del 2008 che voglio recensire: Mike Oldfield – Tubular Bells. Il perchè di questa scelta è dovuto semplicemente al fatto che il caso ha voluto che trovassi questo vinile, appartenuto presumibilmente a mio zio, a casa di mia nonna il giorno di Natale e mi fosse consentito di portarlo a casa.
Il disco che ho ascoltato io è quello della versione originale del 1973 e non la registrazione effettuata in digitale nel 2003 (di cui però avevo sentito qualche pezzo). Le tracce sul disco sono due: Side one e Side two, rispettivamente della durata di 25:36 e 23:20.
Avevo una mezza idea di cosa mi dovevo aspettare da questo disco anche perchè il tema iniziale del Side one è diventato celebre per essere stato utilizzato nella colonna sonora del film l’esorcista.
Mike è polistrumentista e suona un sacco di strumenti ad esempio questi sono usati solo nella prima parte del disco: pianoforte, glockenspiel, organo Farfisa, basso elettrico, chitarre elettriche, speed guitar, taped motor drive amplifier organ chord, mandolino-like guitar, fuzz guitars, varie percussioni, chitarra acustica, flageolet, honky tonk, Lowrey Organ, Tubular bells.
Le due tracce sono divise in vari temi non separati gli uni dagli altri da pause, il disco però non risulta “troppo lungo” e si ascolta molto piacevolmente. Se volete sentire qualcosa di diverso e particolare ve lo consiglio caldamente.
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