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Io diserto, tu diserti, egli diserta

Ad un anno dall’esperienza del chitarrista medio, mi è capitato di dover lavorare alla festa della diocesi di Verona anche nell’edizione 2009. Tralascio volutamente tutti i commenti possibili e immaginabili che si possono fare su un evento del genere visto e vissuto da un anticlericale come me; mi voglio soffermare, invece, su un particolare della giornata di oggi che mi ha lasciato basito. Durante questa manifestazione che si tiene al Palazzetto dello Sport tutti i giovani devono stare rinchiusi all’interno a vivere il loro ingresso mistico nell’adolescenza fatto di canti, balli, preghiere, ci vogliamo tutti bene etcetcetc. Qualcuno/a riesce però a sfuggire ai severi controlli dello staff e della sicurezza, spesso con la banale scusa di un bisogno impellente da espletare nei WC e così si va a fare un giretto nei corridoi.

Noi eravamo proprio in corridoio, aspettando il momento in cui sarebbe stata decretata la pausa e la marea di giovani adolescenti felici si sarebbe interamente riversata in quello spazio per provare a suonare gli strumenti musicali messi a disposizione di tutti, quando due di queste furbe adolescenti ci sono passate davanti.

Uno di noi ha avuto la bella idea di chiedere ad una di loro (che non avrà avuto più di 15anni) e che stava armeggiando con il cellulare, se stesse disertando la manifestazione. Questa si ferma, alza gli occhi verso di noi e con sguardo a metà tra un cerbiatto e una cernia ci chiede tutta tranquilla: “ma cosa vuol dire?” e, senza aspettare la risposta, ci sorpassa e prosegue con la sua amica riponendo tutta la sua attenzione allo schermo del telefonino.

Mia cara 15 enne, questo post lo dedico a te perchè sei proprio ignorante come una capra. Immagino che tu ti sia dimenticata questa complessissima parola nell’istante stesso in cui hai rivolto i tuoi occhi allo schermo a colori del tuo cellulare di ultima generazione ma, nonostante questo, stasera voglio essere positivo e voglio sperare che ti sia rimasta in mente e che, non appena entrata i casa, tolta le scarpe e buttato lo zaino sul pavimento tu sia corsa a prendere il vocabolario e a sfogliarlo alla ricerca della definizione corretta.

Per semplificarti ulteriormente il compito… te lo scrivo pure io qui ma fai attenzione! Io riporto solo uno dei significati di questo difficilissimo verbo; ti consiglio di controllare gli altri a questo indirizzo:

di|ser|tà|re
v.tr. e intr. (io disèrto)

3 v.tr. CO non prendere parte a qcs.d. una riunioneuna festale lezioni | trascurare: d. la compagnia

Spero che la tua nuova adolescenza sia molto più interessante della mia che, una volta ogni tanto, ho passato del tempo leggendo un bel libro.


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Ma lasciatelo in pace!

Una persona ha (finalmente) imbroccato la combinazione vincente al superenalotto e si è portato a casa 147′000′000 di euro. I TG sono entrati in crisi… hanno dovuto cestinare i loro servizi che ci avrebbero ricordato a quanto sarebbe ammontato il montepremi milionario all’estrazione successiva, il servizio sugli stranieri che venivano in Italia solo per tentare la fortuna, quello con le interviste “cosa ci farebbe con tutti quei soldi?” e quello sugli italiani in vacanza distrutti dalla possibilità di non giocare i loro sei numeri fortunati perchè l’unica ricevitoria del paesino è chiusa per ferie.

Hanno dovuto trovare subito un rimedio e così si è aperta la caccia al “fortunato vincitore” e le troupe televisive sono state inviate nel paesino baciato dalla dea bendata. I 5 lunghissimi e interminabili minuti di vuoto (che sarebbero potuti essere riempiti con centinaia di altre notizie) sono salvi. Anche stasera l’informazione è stata fatta.

E comunque, chiunque sia, lasciatelo in pace. I soldi sono suoi, li ha vinti lui e ci farà quel cazzo che gli pare. Dubito fortemente che voglia farsi vedere festante in tv mentre grida “ho vinto 147 milioni!!!!”…



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Sciopero

Diritto alla Rete

Ci tengo a sottolineare che io non sono un giornalista. Credo fermamente nella rete e nella sua libertà (con tutti i suoi pro e i contro). Pensare di mettere un bavaglio alla rete è una cosa davvero fuori dal mondo. Questo dimostra, ancora una volta, come nel nostro paese le novità facciano paura.



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Senza parole.

Qualcuno mi spiega come pensiamo di trasportare le scorie radioattive dalle centrali nucleari ai luoghi di stoccaggio se trasportando del Gas GPL facciamo un casino del genere? Non è ammissibile che in un paese moderno si verifichino incidenti del genere per scarsa manutenzione. Non esiste. E il problema è che non si fa mai niente finchè non scoppiano i casini. Da quanti anni è che le ferrovie fanno schifo? Si è pensato solo all’alta velocità mandando a puttane tutto il resto… con il risultato, poi, che non appena succede un minimo incidente saltano tutti i collegamenti tra nord e sud, Eurostar/Freccia Rossa compresi.

Ma la cosa ancora più ridicola il servizio di Studio Aperto che mostrava che tutte le stazioni ferroviarie italiane sono nei centri cittadini! Incredibile signori, per fortuna che ci sono loro a farmelo notare! Il bello delle ferrovie (rispetto agli aereoporti e alle autostrade) è proprio quello… che prendi un cazzo di treno e arrivi in centro città senza traffico e inquinando pure meno (sempre se arrivi vivo, si intente).

Siamo un paese del terzo mondo, lo vogliamo capire o no? Con quale criterio ci lasciano ancora tra i “Grandi 8″?



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I 10′000 e gli invisibili.

Verona Caput Fasci è uno spettacolo scomodo, e lo dimostra il fatto che oggi, nonostante il successo di ieri, non se ne parli da nessuna parte. Gli occhi dell’Arena, il quotidiano locale, e del Corriere del Veneto sono puntati sul concerto di Amici che si è tenuto sempre ieri sera in Piazza Brà. Poche centinaia di invisibili comunisti in una piazza che non si sa come chiamare (Dante o dei Signori?) non sono nulla contro quei diecimila nella piazza antistante il comune. Si sprecano inchiostro e parole per intervistare diciassettenni il cui sogno è entrare nella scuola di Maria de Filippi per diventare cantanti e ballerini ma non si dice nulla di quei giovani che, invece, provano sdegno per quello che la nostra città era ed è ancora oggi e che vengono multati se suonano una chitarra o un bongo dopo le 22:00.

Ma Verona non vuole cambiare e ne sono la prova quelle due signore che sono venute a gridare “Basta! Basta!” perchè disturbavamo il loro aperitivo o la loro cena, ne è una prova questo silenzio stampa, ne sono una prova i cittadini che, per un motivo o per l’altro hanno preferito non essere in piazza Dante ieri sera.

Mi dispiace dirlo ma Verona non è una città Europea e io, come continuo a ripetere, non ci voglio vivere.



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Qual è il look da intellettuale?

Ieri sera mi è successa una cosa che non mi capitava da un bel pezzo: prima di andare a dormire mi è venuta un’incredibile voglia di scrivere. Avevo troppo caldo per accendere il mio portatile così ho frugato nel mio zaino alla ricerca di una penna e mi sono messo a scrivere sul mio Moleskine che, purtroppo, ho sempre bistrattato ma che, stavolta, mi è stato molto utile.

A scatenare questo desiderio di inchiostrare la pagina è stato il seguente pensiero: più passa il tempo e più mi accorgo di mal sopportare i miei coetanei e i ragazzi più giovani di me. L’evento scatenante è stato ieri mattina, all’incirca a mezzogiorno quando ho accompagnato la Phlo a prendere la divisa per andare a lavorare in Arena quest’estate. Fuori dal magazzino c’era un gruppo di sei-sette ragazze che stavano parlando tra loro. Non avendo di meglio da fare ho cominciato ad ascoltare la loro conversazione. La cosa che più mi ha sconvolto è stata la superficialità dei loro discorsi: ovviamente parlavano dell’imminente impegno lavorativo (e fin qua tutto ok) ma poi hanno cominciato a parlare di ragazzi e, in particolare, riferendosi in modo abbastanza dispregiativo ad un loro amico che ha un look da intellettuale di sinistra. La domanda mi è sorta spontanea: come si veste un intellettuale di sinistra? Ha dei pantaloni ricoperti di pagine di libri di filosofia (Marx in primis)? Una giacca creata con i ritagli del Manifesto o dell’Unità?
Ma attenzione, il bello deve ancora venire, perchè, a quanto pare, la moda del momento è cambiare religione passando dal triste cristianesimo a qualcosa di più esotico o, visto le alte temperature estive, a qualcosa di più nordico. Un’amica di una delle ragazze che non era presente è passata all’ebraismo ma, nel contempo, frequenta un lama tibetano (?) mentre una di quelle presenti ha dichiarato con orgoglio la sua adesione al paganesimo celtico.

Se volete essere cool nell’estate 2009 dovete seguire i consigli ivi riportati: assolutamente vietato vestirsi da intellettuali (soprattutto di sinistra) e cambiare religione. Ah, ovviamente il buddismo è fuori moda.



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Un commento alle elezioni europee.

Guardo i risultati elettorali in Italia e in Europa e mi chiedo cosa stiano sbagliando i socialisti e, più in generale, le sinistre europee. Io credo fortemente nell’Unione e non riesco a spiegarmi dei dati così elevati di astensionismo; soprattutto in quei paesi che sono entrati a far parte dell’Europa da poco tempo. Sono spaventato, non tanto dallo spostamento a destra del parlamento, quanto dai risultati dei partiti di estrema destra antieuropeisti e xenofobi. Non voglio nemmeno lontanamente pensare alla possibilità di una disgregazione dell’Unione Europea… sarebbe il fallimento di un importante progetto a cui, per tanti anni, hanno lavorato importanti personaggi politici.

Ma veniamo al discorso sulle sinistre appena accennato all’inizio del post… Secondo il mio modestissimo punto di vista manca la voglia di rinnovamento, mancano i politici nuovi e, soprattutto, manca una linea politica ben definita che, almeno nel nostro paese, non si riduca semplicemente ad un anti-berlusconismo. La sinistra dovrebbe rimboccarsi le maniche, puntare su una politica e un’economia “verde” eco-sostenibile, stare vicino ai bisogni dei cittadini, difendere la classe operaia e le piccole e medie imprese, puntare sulle riforme strutturali del sistema in virtù di valori comuni e condivisi come la legalità, l’istruzione e la ricerca. Si devono combattere gli sprechi, l’illegalità, la mafia e l’evasione fiscale.

La sinistra deve imparare a parlare ai cittadini; evitare i litigi interni e le divisioni per stupidi motivi. Deve ammettere gli errori del passato e distaccarsene per giungere, finalmente, a quel rinnovamento che io e, penso, gli elettori delusi, vogliono.

L’unica notizia che mi ha strappato un sorriso è il risultato elettorale del Piratpartiet (Partito Pirata) che, in Svezia, ha ottenuto ben il 7,1% aggiudicandosi 2 dei 18 seggi assegnati a questo paese al Parlamento Europeo.



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Politicamente orfano.

Ho provato a iniziare un post politico una decina di volte, fermandomi sempre alla prima riga. Tutto quello che scrivevo mi sembrava sempre scontato e simile a quello che si può leggere ovunque. Eppure mi sento in dovere di dire qualcosa anche io perchè, a pochi giorni dalle elezioni europee, ancora non ho deciso quale partito andrò a votare. Escludendo, per principio, tutto ciò che sta dal centro all’estrema destra; mi ritrovo a dover scegliere tra una moltitudine di partiti che, in fondo, non mi rappresentano a pieno. Per non parlare poi dei tre quesiti del referendum (di cui non si sente parlare da nessuna parte) su cui ogni giorno cambio idea. Sono veramente schifato dai partiti italiani e ancor più dai politici. A destra trovo solo persone fastidiose, irritanti, appiccicose. A sinistra mi piacciono alcuni candidati ma non i loro partiti. Voterei la Serracchiani ma non riesco a sopportare il Partito Democratico, voterei Italia dei Valori per Luigi de Magistris ma ci sono delle volte che prenderei Di Pietro a mattonate in faccia che, per quanto sia l’unico a fare un’opposizione vera, ha dei modi da pecoraro (con tutto il rispetto per i pecorari!). I partiti ancora più a sinistra sono anacronistici e, spesso, lontanissimi dalla realtà e non sono in grado di mettersi d’accordo quando, per battere B., basterebbe fare una sinistra compatta con idee comuni e “basilari” per una vera sinistra. Insomma, non so cosa fare…



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Ordine e disciplina

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Il resoconto di una persona presente ieri sera in piazza:

A VERONA REPRESSIONE E’ CIVILTA’

Stasera a Verona, piazza dei Signori, verso mezzanotte sono arrivate diverse pattuglie della polizia locale. Comandati dal vice capo dei vigili Sgrella si sono imposti per fare rispettare l’ordinanza del sindaco che vieta di suonare strumenti musicali dopo le ore 22. Come ogni mercoledì, in piazza dei Signori, stasera c’erano moltissimi giovani, che si ritrovano liberamente per parlare, suonare, vivere la piazza cittadina fuori dal contesto commerciale, dei bar, dei locali.

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Non voglio vivere in una città così

Una città che non investe nella cultura è una città destinata a non avere un futuro. Non voglio vivere in una città in cui la musica viene disprezzata a tal punto da definire gli orari in cui è consentito suonare e altri in cui non si può. Verona è una città vecchia e questa è la dimostrazione che, presto o tardi, morirà.