I 10′000 e gli invisibili.

Verona Caput Fasci è uno spettacolo scomodo, e lo dimostra il fatto che oggi, nonostante il successo di ieri, non se ne parli da nessuna parte. Gli occhi dell’Arena, il quotidiano locale, e del Corriere del Veneto sono puntati sul concerto di Amici che si è tenuto sempre ieri sera in Piazza Brà. Poche centinaia di invisibili comunisti in una piazza che non si sa come chiamare (Dante o dei Signori?) non sono nulla contro quei diecimila nella piazza antistante il comune. Si sprecano inchiostro e parole per intervistare diciassettenni il cui sogno è entrare nella scuola di Maria de Filippi per diventare cantanti e ballerini ma non si dice nulla di quei giovani che, invece, provano sdegno per quello che la nostra città era ed è ancora oggi e che vengono multati se suonano una chitarra o un bongo dopo le 22:00.

Ma Verona non vuole cambiare e ne sono la prova quelle due signore che sono venute a gridare “Basta! Basta!” perchè disturbavamo il loro aperitivo o la loro cena, ne è una prova questo silenzio stampa, ne sono una prova i cittadini che, per un motivo o per l’altro hanno preferito non essere in piazza Dante ieri sera.

Mi dispiace dirlo ma Verona non è una città Europea e io, come continuo a ripetere, non ci voglio vivere.