Scontrarsi con la realtà.

Non c’è nulla di peggio che fare una ricerca sulle possibili carriere lavorative a cui potrei aspirare finito il bienno di diploma e, tra le mille possibilità, non trovarne una che rappresenti quello che realmente voglio fare “da grande”. Dovevo proprio scegliere il mondo della musica che, oltre ad essere un mondo estremamente precario, è, forse, uno dei pochi settori che richiede uno studio costante, una capacità di adattamento ad ogni situazione e una professionalità estrema sempre e comunque? Lo so che è un classico lamentarsi che quello che stiamo facendo è la cosa più difficile in assoluto, ma vi assicuro che nemmeno io pensavo fosse così quando mi ero iscritto…

Non si può mica sapere suonare solo la ghitarrina e il rockenrolle!